giovedì 19 dicembre 2013

La Pieve di Molleone

Sono passati alcuni anni da quando scoprii per caso la vecchia strada di Molleone, una via che affonda le sue origini addirittura nella preistoria e permetteva di raggiungere l'appennino o la costa bypassando l'orrido della Gola del Furlo. Purtroppo l'antica arteria stradale è irrimediabilmente interrotta a causa di una grossa frana proprio all'altezza del borgo fantasma di Molleone, frazione del comune di Cagli (PU).
Lo spiacevole evento mi ha però dato la possibilità di conoscere la piccola Pieve di Sant'Apollinare a Molleone o almeno quello che ne resta. L'edificio sorge all'inizio del villaggio tra il vecchio cimitero abbandonato (di cui mostrai una foto nel post: Al Camposanto) e la frana che separa la chiesa dal resto del paese. L'edificio, come già accennato, versa in stato di grave abbandono assieme al resto del villaggio d'altronde, con tutta probabilità da qui a qualche anno della Pieve di Sant'Apollinare e di Molleone non resterà che il ricordo. Questa è una delle ragioni che mi spinge di tanto in tanto in questo sperduto angolo di campagna, voglio vedere come svanisce un paese minacciato da smontamenti, corroso dagli agenti atmosferici, e intaccato dai furti di materiale. La pieve ne è l'esempio per eccellenza: in questi anni sulle spesse mura di pietra ho visto aprirsi crepe sempre più ampie, il tetto sfondato rovinare completamente al suolo distruggendo panche e confessionale, le acquasantiere e parte dell'altare asportati da chissà quanto tempo, di recente è sparita anche la semplice ma graziosa decorazione posta in cima all'arcata che sormonta la porta d'ingresso. Cosa resta ancora di sano in questa chiesa? Il campanile, sia pure senza campana, pare in buono stato ma soprattutto una lapide sulla facciata dell'edificio è ancora li al suo posto, da quasi un secolo si trova affissa a quel muro per ricordare i poveri ragazzi di Molleone caduti nella guerra del 15-18. Una lastra di pietra consunta, un piccolo monumento che meriterebbe il rispetto dovuto.

Qualche immagine da Molleone...

 La piccola e semplice Pieve di Sant'Apollinare vista dal suo lato migliore.
  Osservando l'edificio dal fianco ogni dubbio sull'avanzato stato di degrado in cui versa la chiesa purtroppo svanisce.
 Le spesse mura dell'edificio mostrano ampie crepe mentre dai bordi del tetto, che non c'è più, si notano ancora frammenti di grondaia.
 La facciata dell'edificio fatta idealmente con il tetto a due pendenze, in realtà ne possiede solamente una. Da questa inquadratura è possibile notare la lapide che commemora i giovani caduti di Molleone nella Prima Guerra Mondiale e accanto l'arco della porta d'accesso privato della decorazione sommitale.
 Ed eccomi difronte alla ormai logora iscrizione, le incisioni nonostante tutto sono ancora leggibili e compongono le seguenti parole:

PERCHE' PERENNE SIA IL RICORDO
LA MEMORIA DI VOI CHE GLORISSAMENTE (grossolano errore dell'incisore) IMMOLASTE
LA VOSTRA GIOVINEZZA ALLA PATRIA
LE MEMORI FAMIGLIE QUI INCISI NE VOLLERO I NOMI

   BATTISTELLI ALBERTO       MAGI FRANCESCO
  BATTISTELLI ATTILIO         ROMITI ATTILIO     
BATTISTELLI ADOARDO     SACCONI ENRICO
     BIGINI GIUSEPPE               SARGENTI DAVIDE    
                                                                           
MOLLEONE DI CAGLI 4 SETTEMBRE 1921

 Diverse lapidi a ricordo dei poveri caduti nella Grande Guerra, anche in borghi molto piccoli, riportano una lunga serie di nomi, evidentemente Molleone già ai primi del XX° secolo era scarsamente abitata. Personalmente reputo il piccolo monumento molto importante, oltre a ricordarci i lutti di quei dolorosi anni di guerra, ci fa conoscere grossomodo quali e quante famiglie abitavano all'epoca Molleone, se è vero che nel conflitto del 15-18 in ogni casa si piangeva il proprio caduto al fronte, i nomi dei ragazzi elencati qui sopra rappresentano i nuclei familiari del villaggio.
 La vecchia finestra sopra la porta d'ingresso.
 Particolare della croce. Nonostante l'incuria e i crolli gli infissi hanno retto piuttosto bene.
 Entrando dalla porticina secondaria, passo sotto il campanile ed entro in quello che fino a pochi anni fa poteva apparire come una chiesetta di campagna. Quei segni sul muro in disfacimento è ciò che rimane dell'altare, qui i sacerdoti hanno sempre celebrato la messa con le spalle ai fedeli.
 Il resto della chiesa: le nicchie le ho sempre viste vuote, ai lati della porta si notano i buchi dove si trovavano le acquasantiere, nell'angolo il confessionale mentre poco più avanti si vede l'unica panca rimasta ancora in piedi. Confrontando le foto scattate all'interno dell'edificio durante questi anni, mi sono accorto che travi e assi sono stati spostati e rimossi più volte... sarei curioso di sapere cosa si sono portati a casa...
 Verso il cielo.
 Nonostante lo sfacelo di Molleone: la pieve distrutta, il cimitero vuoto, l'abitato abbandonato e la  minacciosa frana che incombe, il posto è di eccezionale bellezza. La campagna in questa zona è ancora intatta e il paesaggio incantevole, la vista riesce a spaziare su un'ampia porzione di Appennino e nelle vicinanze si trova anche la suggestiva Piana di Maiano.
Allontanandosi da Molleone attraverso una delle tante stradicciole che serpeggiano tra queste colline, si rimane a lungo sotto lo sguardo del vecchio campanile della pieve, il quale svetta in mezzo ai pini del bosco demaniale di Montemartello.

Guarda dove si trova la Pieve di Sant'Apollinare a Molleone.



4 commenti:

  1. Guarda un po la scoperta di questi luoghi! Beh, almeno per me è una scoperta! E che belle foto! Grazie per questo post, Barba, mi ha fatto molto piacere, é stato molto interessante. Un grande abbraccio!

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    1. Ciao Patzy... grazie.
      A suo tempo questo luogo è stato una scoperta pure per me. Anche se a qualcuno può apparire desolante, vado a Molleone giusto per cercare un po di quiete, isolarmi e fare quattro passi... poi se trovo qualcosa di interessante... lo posto ; )
      Un caro saluto!

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  2. Ti stavo giusto pensando in questi giorni... Non so che tempo faccia dalle tue parti, ma dalle mie è stato bello fino a ieri, e mi sono detta: chissà se Barba uscirà per qualche escursione! Bellissime foto, come sempre luoghi molto suggestivi ed incantevoli. Un abbraccio!

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    1. Ciao Michi... il tempo è stato e continua ad essere molto bello dalle mie parti ma purtroppo questo mese sono oberato di lavoro, impegni ecc... insomma sono chiuso in gabbia. Ogni volta che volevo far visita ai miei amici di blog ( a notte fonda come ora), irrimediabilmente ciondolavo sulla tastiera.
      Ti ringrazio tanto, un abbraccio anche a te!

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