martedì 10 settembre 2013

La Montegiano dimenticata

Montegiano è un piccolo villaggio nel comune di Mombaroccio (PU), sorge su di un poggio nel versante meridionale del Monte Scotano sulla cui sommità si trova il Convento del Beato Sante.
L'abitato attualmente non presenta costruzioni particolarmente antiche, solo qualche caseggiato secolare fa mostra di se qua e la, verrebbe da pensare che la vecchia Montegiano sia stata distrutta in un modo o nell'altro ma non è così. Anticamente, forse addirittura dal tempo delle popolazioni italiche, il villaggio si trovava molto più in basso, in un pianoro che termina a strapiombo sul fosso sottostante detto Rio Secco, circondato da ombrose colline. Come insediamento è piuttosto singolare, invece di starsene in alto, al riparo dai pericoli, questo è quasi in pianura, pressoché all'ombra e soggetto all'umidità del torrente. Il motivo con tutta probabilità va ricercato nel nome: Montegiano, si richiama infatti alla divinità pagana di Giano Bifronte, antico protettore di porte e passaggi di ogni genere sia spirituali che materiali. Osservando il sito non si può far meno di notare il fosso scaturire da una profonda valle ricoperta da un bosco inestricabile, viene da pensare che qui forse c'era un passaggio per transitare dai colli al piano oppure si tratta di un transito più spirituale legato alla grande potenza scenografica del posto. Certo è che il luogo fu abitato anche nel medioevo e nel 1268 venne edificata addirittura una rocca che fungeva da caposaldo dei territori fanesi, assieme a Cartoceto,Ripalta, Pozzuolo e Bargni. Successivamente Fano entrò a far parte dei domini Malatestiani e presumibilmente i resti del castello di Montegiano risalgono a quell'epoca. Nel corso del XVIII° secolo il castello venne abbandonato e le nuove abitazioni furono costruite man mano più in alto fino alla posizione attuale che di certo è più agevole.

Oggi, è ancora possibile visitare alcuni resti dell'antico villaggio imboccando la stradina accanto all'attuale chiesa che scende contorta fino a valle. Alcuni tratti di questa viuzza sono resi talmente oscuri e soffocanti dalla vegetazione da far venire alla mente la selva oscura di Dante, è quasi naturale pensare di essere prossimi all'ingresso di un'altro mondo.
Ma procediamo con le foto...

Mi sono accorto di non avere alcuna immagine del paese attuale perciò posto questa, mi pare la più rappresentativa: i campi, gli ulivi e la chiesa... il cuore di Montegiano. Accanto all'edificio sacro inizia la strada che scende fino all'antico borgo.
Subito, da ogni lato, vedo vecchi caseggiati più o meno in malora.
Grandi alberi come questa quercia vegliano sull'antica via che prende ad inabissarsi.
Un'occhiata attraverso gli uliveti verso le case di Montegiano.
Scendendo, i campi e i casolari sono quasi tutti abbandonati, fagocitati da selve di rovi.
E la stradina continua a sprofondare nel bel mezzo della sempre più oscura selva.
Finalmente raggiungo questa edicola, costruita nel 1939 in memoria dell'antica chiesa dedicata alla SS.Trinità che un tempo si trovava in questo luogo... ho raggiunto l'antica Montegiano.
Particolare del moderno dipinto collocato all'interno della nicchia.
Scovo un sentiero proprio dietro l'edicola, raggiungo una radura ricoperta da rovi e poi ecco apparire le mura del castello.
Rovine desolate destinate ben presto a scomparire divorate da una natura prevaricante.
All'interno delle mura si trovano solamente i ruderi di una casa colonica già in rovina negl'anni '70, il resto del castello venne usato come orto dai suoi ultimi abitanti, contorti ulivi sono ancora lì a testimoniarlo.
Ho scoperto da poco che nel XV° secolo Montegiano diede i natali a un certo Foschi Cristoforo, architetto al servizio di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Pensandoci, lo stesso Foschi potrebbe aver progettato queste mura. Nel 1444 venne addirittura rapito dagli abitanti di Mombaroccio con l'intento di estorcergli informazioni su come espugnare il castello di Montegiano per conto degli Sforza di Pesaro. Il Foschi resistette per nove giorni, dopodiché fu liberato con il pagamento di un riscatto.
Esco dalla fitta boscaglia che ricopre i resti del castello e continuo a discendere la stradicciola fino al piano, attorno vedo solo prati e numerosi rivi d'acqua che convergono nel Rio Secco.
Suggestivi e altissimi pioppi nascondono qualcosa. Per fortuna che alcuni raggi di sole arrivano fin quaggiù a rendere meno cupa l'atmosfera.
Mi avvicino attraversando un verdissimo prato di felci. Questi che vedo, devono essere proprio i resti del vecchio mulino di Montegiano.
Altre rovine, questa volta protette da un muro di ortiche.
Suggestiva la diruta facciata! Questo mulino venne edificato nel XV° secolo e fu attivo fino agli inizi dello scorso.
Particolare sugl'infissi della finestra.
Circondo l'edificio e d'improvviso mi ritrovo davanti a questi due inghiottitoi ora ricoperti dall'edera ma che un tempo servivano a portare l'acqua ai rotori del mulino.
Oltre gli inghiottitoi è ancora riconoscibile il canale artificiale che deviava le acque del Rio Secco al mulino. Ma purtroppo questa è l'ultima scoperta prima di tornare nell'attuale Montegiano.
Mentre risalgo il budello di strada che mi separa dal "mondo dei vivi", oppresso da una grande umidità, vengo salutato da questi "celestiali" raggi di luce.

Guarda dove si trova Montegiano.

6 commenti:

  1. Ciao, Barba! Quale luogo affascinante! Immagino l'emozione che dovrebbe causare attraversarlo, soprattutto per coloro che amano la fotografia. Un lungo castello abbandonato contiene molti segreti. Questa è una delle caratteristiche che mi travolge della Italia ... tante storie, così varie e così ricche. Foto belle, e grazie per condividere i tuoi percorsi. Forte abbraccio.

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    1. Ciao Patzy... E' sempre molto emozionante addentrarsi per la prima volta in luoghi ricchi di storia ma allo stesso tempo così "selvaggi". Mi è sempre piaciuto giocare all'esploratore!
      Al contrario di certi paesi dove basta fare un buco in terra e si trova il petrolio, in Italia fuoriesce la storia... gioia e cruccio del bel paese.
      Grazie mille per i tuoi preziosi commenti.
      A presto!

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  2. " basta fare un buco per terra...." sai con questa tua frase sembra di proprio di vedere il flusso della storia pervadere il nostro ambiente. Potevi aggiungere alla Totò "e ho dddetto tutto!"
    perché altro non si poteva dire. Ciao.

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  3. Posti pieni di curiosità abbandonate. Grazie per aver condiviso con noi questa tua escursione nella storia e nella natura! :)
    A presto :D

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  4. io sono della zona e conosco benissimo il castello di montegiano.
    ho avuto la fortuna di poterci giocare da bambino

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    1. Ciao, mi fa piacere ricevere la visita di qualcuno del posto, immagino i bei ricordi che hai legati a questi ruderi.
      Io mi sono più o meno stabilito a Montegiano da undici anni ma ho scoperto il suo castello di recente.
      Un saluto.

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