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mercoledì 29 aprile 2015

Giro dell'Alta Val Metauro - III° parte - Il ritorno a Mercatello sul Metauro

Secondo giorno di cammino

Di nuovo con lo zaino in spalla, di nuovo pronto a camminare.
Caricato sulla schiena il pesante ed ingombrante sacco non sento un gran fastidio, credevo peggio. La sera prima pensavo che appena messo sulle spalle lo zaino, dal dolore, avrei cercato il modo più veloce di tornare a casa. Invece no. Tanto meglio, la strada per raggiungere Mercatello sul Metauro era tanta e sarebbe stato un peccato rinunciare di percorrere i sentieri a causa della stanchezza. 
Nel frattempo che riordinavo le mie cose all'interno del bivacco, le pesanti nubi attorno alle montagne si erano rapidamente dileguate. Il preludio di una buona giornata... almeno credevo. La vista sull'Alpe della Luna era tornata abbastanza buona fatta eccezione per il Monte dei Frati, avvolto da dense nuvole.
Inizio a camminare lungo il sentiero che dall'Oratorio della Colubraia scende verso sud, nella Valle dell'Auro, uno dei due torrenti che da vita al Fiume Metauro. Poco avanti, preceduta da una fitta boscaglia scovo questa maestosa croce di legno. Da qui ritorno a percorrere il sentiero 90, lasciato il giorno prima al Passo della Spugna.
Mentre continuo a scendere il panorama dell'Alta Val Metauro si schiude difronte ai miei occhi e io non posso che rimanerne esterrefatto. In basso a destra, all'inizio della valle riesco a riconoscere Borgo Pace, più avanti Mercatello e sullo sfondo l'ormai familiare sagoma del Monte Nerone.
L'aria è fredda ma asciutta, il paesaggio gradevolissimo... vorrei cristallizzare questo momento.
Il sentiero 90 abbandona la comoda carrareccia e continua a scendere in direzione del borghetto di Palazzo Mucci. Seguendo la segnaletica mi ritrovo a camminare tra macchie di bosco ceduato. In questo momento i miei occhi sono fissi a contemplare le nevi dell'Alpe mentre i pensieri volano tra quelle montagne.
Il tempo peggiora improvvisamente, ricomincia perfino a nevicare. Dopo il bosco attraverso i calanchi grigio-blu formati dalle marne in erosione.
Nuovamente con lo sguardo a valle, dove forse potrò assaggiare un po di primavera.
Comincio ad essere stanco di scendere senza vedere mai la fine; voglio raggiungere il villaggio di Palazzo Mucci. Da questi primi segni d'insofferenza a quando scovo le case per fortuna, passa poco tempo. Devo dire che la vista di tetti e del fumo dai comignoli mi ha dato una grande gioia. Era dalla mattina precedente che non vedevo un agglomerato di case degno di essere chiamato paese.
Ed eccolo Palazzo Mucci. Ancora nevica ma l'aria è umida e pesante.
Come al solito vengo accolto nel villaggio dal solito abbaiare forsennato di un cane. Nel borghetto trovo soltanto un uomo che sistema della legna.
Seguendo ancora la segnaletica del sentiero 90, abbandono quasi subito Palazzo Mucci e finalmente raggiungo la strada a valle. Sono nei pressi di Parchiule, lungo la Valle del'Auro. Il 90 prosegue verso monte ma io preso da un po di stanchezza decido di scendere in direzione di Borgo Pace camminando sulla comoda asfaltata.
Ed eccolo il Torrente Auro.
Il tempo sembra migliorare per l'ennesima volta. Voltandomi ritrovo le case di Palazzo Mucci accarezzate dal sole mentre dietro di esse incombe un vero e proprio muro di nubi.
Lungo la strada che costeggia l'Auro si trovano dei cartelli di legno che segnalano la presenza di alcune cascatelle e piscine naturali molto suggestive, durante l'estate sono la meta balneare per numerosi indigeni. I loro nomi sono: La Madonnina, San Leo (nella foto), La Poderina (caratterizzata dalla presenza di una sorgente solfurea) e I Morti.


Dopo l'ultima cascatella, in prossimità della località di Case Sant'Andrea, è possibile osservare i segni di alcune carbonaie ancora attive. La zona dell'Alta Val Metauro è ancora una delle poche in cui si produce la carbonella. 
Case Sant'Andrea. Da qui parte un sentiero che sale su un'antica torre la quale da il nome a questa località. Era da molto tempo che desideravo raggiungere l'antica fortificazione, finalmente mi si presentava l'occasione giusta.
Passo dietro le case e osservo i colli che dovrò salire, su quello di destra si trovano i resti della torre. Riprende nuovamente a fiocchettare, sarà l'ultima volta però.
Verso Case Sant'Andrea per mostrarvi alcune carbonaie a pozzo, anch'esse ancora in funzione.
Prima di salire mi faccio forza mangiando qualcosa e infatti l'ascesa alla torre si rivelerà un gioco da ragazzi. Torno a vedere L'Alpe anche se il tempo continua ad essere pessimo.
Quel che resta della Torre di Sant'Andrea.
Il paesaggio dall'altra parte della valle. Una stradina sale e raggiunge antichissimi insediamenti: il Castello dei Fabbri, il villaggio di Figgiano e più su, dove si vede la neve, l'Oratorio della Colubraia, il punto dal quale sono partito questa mattina.
Finalmente le nuvole mi lasciano vedere il Monte dei Frati, non oso immaginare quanta neve e freddo ci sia lassù.
Dopo la torre continuo a salire, voglio raccordarmi con il sentiero 85 che dalle cime di questi colli scende fino a Borgo Pace. Sfortunatamente durante l'ascesa mi ritrovo invischiato in mezzo a una macchia appena ceduata. Il sentiero era praticamente sommerso di rami e tronchi, anche la segnaletica è stata in parte "abbattuta"; ho avuto il mio da fare per trovare la via giusta.
Ma alla fine ce l'ho fatta a raggiungere il punto di intersezione con il sentiero 85. L'incrocio è caratterizzato dalla presenza di uno stagno.
Inizio rapidamente a scendere verso Borgo Pace.
E finalmente intravedo il paese.
Prima di scendere in "città" scovo alcuni segmenti di antiche mura che cingono la cima di un colle: si tratta dei resti dell antico Castel di Bavia. Poco sotto le rovine decido di fermarmi per pranzare, un ultimo pit-stop prima di iniziare il tratto finale di questa lunga escursione.
Rimessomi in marcia scopro un pianoro pieno di carbonaie abbandonate e questa chiesa in disuso. Sull'architave dell'edificio religioso è inciso: MARCANTONIO 17 + 06 FRANCESCO.

Si scende ancora, intravedo il paese tra gli alberi... sono arrivato.
Finalmente a Borgo Pace, questa è Piazza del Pino il cuore della cittadina, qui si trova il municipio con bar sottostante, la chiesa, l'albergo e l'ufficio turistico.
Le tipiche cabine telefoniche del borgopacese.
Sul ponte che raggiunge la statale di Bocca Trabaria. Sotto di me è il Torrente Meta, poco oltre si incontrerà con l'Auoro e da qui inizierà ad essere Metauro.

Attraversata la statale cammino verso sinistra alla ricerca del sentiero 83 che salendo sui colli a sud di Borgo Pace si collega con l'80 il quale, a sua volta, mi condurrà fino a Mercatello sul Metauro. Trovo il cartello e la segnaletica bianco-rossa ma anche questo eccentrico sbarramento. Sono titubante nel proseguire ma allo stesso tempo deciso a non concludere il mio giro dell'Alta Val Metauro camminando sulla statale. Scelgo così di andare avanti il più velocemente possibile, confidando di non incontrare l'eccentrica persona che ha messo la sbarra. Fortunatamente va tutto bene, oltrepasso la casa che è causa di tutti quei divieti e continuo a salire tranquillo e sollevato.
Arrivato in cima alle colline osservo l'antico Castello della Pieve sulla Val Metauro.
Do anche un'ultima occhiata all'Alpe della Luna e come potete vedere il tempo finalmente volge al bello.
Ora la montagna a cui farò riferimento sarà nuovamente il Monte Nerone.
L'ntersezione tra il sentiero 83 e l'80.
I ruderi di Case Spicchio di sopra.
Il tracciato continua regalandomi stupende vedute sul Nerone.
I ruderi di Case Spicchio di sotto, accanto agl'edifici in rovina il sentiero 80 svolta in maniera brusca a sinistra. La stanchezza che ho addosso e la curiosità verso queste rovine non mi fa vedere la deviazione così giro a vuoto per qualche minuto.
Poco male perchè finalmente ho la possibilità di vedere per la prima volta il traforo della Guinza, la grande incompiuta della provincia di Pesaro-Urbino se non addirittura della regione. Queste gallerie inutilizzate fanno parte della cosiddetta Strada dei Due Mari, la Fano-Grosseto, mai conclusa. Ora, io non dico di finire l'arteria stradale ma basterebbe aprire il traforo al traffico per rendere il passaggio tra Umbria e Marche una cosa semplice e comoda... ne gioverebbero tutti.
Dopo non molto ritrovo la mia strada e continuo la discesa verso Mercatello, intanto mi godo gli ultimi scorci da cartolina di questa escursione.
Il clima sembra addolcito, inizio a respirare aria di primavera, anche questa orchidea conferma la mia impressione.
Mercatello sul Metauro, ormai manca poco. Mentre scatto questa foto, nel bosco dietro di me sento un fruscio improvviso, mi giro convinto di vedere una lepre ed invece con mio grande stupore vedo un gatto selvatico. Il colore e i segni sulla coda sono inequivocabili.
Mi occorrerà ancora un'ora di cammino per raggiungere il paese e tornare nel mondo "civile". A Mercatello la voglia di celebrare la conclusione di questo bellissimo giro con una birra è forte ma desisto, sono inzaccherato di fango e per di più emano un forte puzzo di fumo e di selvatico che farebbe fuggire chiunque a gambe levate. Meglio tornare a casa e fare una doccia salvifica.

Guarda il percorso dell'escursione sulla MAPPA.


domenica 19 aprile 2015

Giro dell'Alta Val Metauro - I° parte - Da Mercatello sul Metauro all'Oratorio della Colubraia

Premesse di un lungo viaggio a piedi

Il 2015 per quanto mi riguarda è un anno importante sotto molti aspetti: uno su tutti, quello di aver raggiunto la soglia dei trenta anni. Devo ammettere che entrare negli '"enta" mi ha fatto un certo effetto, non oso immaginare quando passerò negli "anta". Comunque, per celebrare al meglio questo fatidico traguardo ho pensato di fare una lunga escursione in solitaria. Un modo alternativo per festeggiare il proprio compleanno che certo non avrei dimenticato.
Già dalla fine dell'estate scorsa, un poco alla volta, mi sono adoperato per organizzare l'itinerario ideale per questa avventura. Dopo molteplici valutazioni e ripensamenti, la mia mente ha partorito un un'escursione sull'Alpe della Luna, della durata di due giorni, con pernottamento nel bivacco posto poco sotto la cima principale del sistema montuoso. A causa di vari imprevisti ed impegni gli unici giorni che ho ritenuto idonei per effettuare questo trekking sono stati Pasquetta ed il martedì seguente. 
Passano i giorni, le settimane e i mesi, la Pasqua si avvicina sempre più mentre io mi concentro nello studiare mappe e quant'altro. Anche la tensione sale: non ho mai affrontato una lunga escursione da solo in un periodo dell'anno ancora piuttosto freddo, questo mi spinge a cercare di preparare e prevedere ogni cosa nei minimi dettagli.
Finalmente arriva la Settimana santa e con essa la febbre per il meteo. Anche io quest'anno mi sono unito a quella moltitudine di persone che in modo maniacale scrutano bollettini meteo dalla mattina alla sera cercando di capire quale tempo ci sarà durante le festività pasquali. Come spesso accade in queste circostanze i bollettini meteorologici preannunciano con inusuale sicurezza tempo brutto e freddo invernale proprio nel weekend di Pasqua. Non potevo chiedere di meglio. 
La cosa mi inquieta. Il giro che avevo in mente prevedeva di raggiungere alla fine del primo giorno di cammino il Monte dei Frati, 1454m s.l.m.. L'alta probabilità di nevicate nel giorno di Pasqua mi ha obbligato a rinunciare all'impresa. Bisogna conoscere ed ammette i propri limiti ed io so benissimo di non essere attrezzato per escursioni sulla neve alta e a basse temperature.
Controlla e ricontrolla però ho notato che le previsioni per il lunedì dell'Angelo ed il martedì appresso non erano così negative. Sarebbero state giornate di tempo variabile con temperature sotto la media... insomma un'escursione a quote più basse sarebbe stata più che possibile.
A questo punto ho subito pensato ad un piano B ed è nato questo giro ad anello nell'Alta Valle del Metauro.

L'itinerario

L'escursione che ho ideato ha inizio a Mercatello sul Metauro (PU) da dove, percorrendo il sentiero 90, sarei salito fino sugl'alti colli a nord del paese. Continuando poi in direzione ovest, lungo il medesimo tracciato escursionistico, avrei raggiunto il Passo della Spugna. Al valico decido di abbandonare il sentiero 90 per affrontare una piccola incursione in territorio toscano con l'intento di mostrarvi un posto a me caro. Oltre confine, continuando in direzione ovest sul sentiero segnalato 5, avrei attraversato il Parco faunistico di Ranco Spinoso, la Serra di Battiroli, e una volta raggiunto Monte Bello, 1073m s.l.m., con una deviazione verso sud, l'Oratorio della Colubraia. L'edificio sacro è munito di un bivacco anche se ridotto un po male. Lo sceglierò comunque per riposare e passarvi la notte.
L'itinerario del giorno seguente dipendeva tutto dal mio stato fisico. Certo sarei sceso nella valle dell'Auro più a sud, successivamente raggiunto Borgo Pace (PU), dopodiché, salendo sui colli a sud del paese attraverso il sentiero 83 mi sarei congiunto con il tracciato numero 80 che conduce dritto dritto a Mercatello sul Metauro.

Per comprendere e capire al meglio l'itinerario vi invito a guardare la MAPPA.

Il primo giorno

Mattina di Pasquetta. Sveglia alle sei, faccio colazione, preparo il thermos del the, carico lo zaino in auto e parto alla volta di Mercatello sul Metauro.
Devo ammettere che per affrontare quest'uscita di due giorni al meglio ho un po sovraccaricato il mio sacco. Assieme a me mi sono portato: un cambio di vestiario intero, quattro litri d'acqua, quattro arance, una barretta di cioccolato fondente, salsicce secche, pecorino, pane, tre scatolette di tonno e una di sgombro, il già citato thermos del the, due torce a led, coltello, forcina, mappe, cellulare, ovviamente la fotocamera, uno stuoino ma soprattutto due sacchi a pelo... perchè due, semplice, nessuno era adatto a temperature invernali quindi per non patire il freddo li ho portati entrambi. Non parliamo poi del vestiario che avevo addosso, ero così ben imbottito che potevo far concorrenza all'omino michelin. Alla lista devo aggiunger anche due "batecchi" da nordic walking, regalo degli amici proprio per il mio compleanno.
Attrezzato di tutto punto raggiungo Mercatello, parcheggio l'auto, attraverso il centro storico e una volta fuori dalle mura cittadine inizio finalmente questa camminata attorno all'Alta Val Metauro.

Prima foto, dietro di me si trova il centro di Mercatello davanti, oltre il vecchio ponte sul Metauro, inizia il sentiero 90.
Il cielo è plumbeo, ogni tanto scende addirittura qualche fiocco di neve. I primi passi con lo zaino affardellato sono atroci, mi dico: ma dove ca...rola voglio andare con sto coso addosso. Durante questo primo pensiero scoraggiante mi volto per fotografare Mercatello sul Metauro e i bocosi colli che la circondano.
Spunta un po di sole e finalmente i miei occhi si rallegrano nel vedere il verde lucente dei campi, anche il peso dello zaino diventa meno insopportabile.
Guardando verso sud-est, riconosco tra le cime dei colli la Torre della Metola e dietro l'imponente sagoma del Monte Nerone ricoperto dalla neve.
Proseguendo il panorama si apre in direzione ovest e grazie al momentaneo diradarsi delle nuvole, scatto questa bellissima foto sull'Alpe della Luna.
Il sentiero 90 continua mano a mano a salire tra campi e macchie di bosco.
Nuovamente il cielo si richiude ma noto che un raggio di sole è andato ad illuminare proprio il paesello di Borgo Pace ai piedi dell'Alpe.
Quercia nei campi di Mercatello.
Sono arrivato in cima ai colli, ora il tracciato 90 scorrerà in cresta. Nel frattempo inizia a fiocchettare in modo insistente, guardo dietro di me il percorso fatto e prego il cielo che smetta di nevicare.
Le mie suppliche arrivano a destinazione, spunta di nuovo il sole e con esso anche qualche fiore primaverile.
Altra inquadratura da cartolina sull'Alpe della Luna completamente innevato.
A nord-est invece ecco fare la loro apparizione i Sassi di Simone Simoncello ed il Monte Carpegna.
Ancora Mercatello sul Metauro, questa volta baciato dal sole.
I punti più elevati del sentiero sono bordati di nevischio... ed io che pensavo di non vedere più la neve fino al prossimo inverno.
I punti più bassi invece sono completamente allagati. Qui ho avuto difficoltà a capire se si trattava del sentiero o di un laghetto.
Per fortuna alcune volte il tracciato si presentava comodo ed asciutto.
Spunto su di una radura ed il Monte Nerone è sempre li a vegliare su di me.
La stanchezza e la fame iniziano a farsi sentire ma ormai il Passao della Spugna è vicino.
Detto fatto. Urge una pausa e dopodiché inizierò l'incursione in territorio toscano.
Oltrepasso il valico in direzione nord, dopo un ponte entro in territorio toscano, nel comune di Sestino (AR). Progettando l'escursione ho voluto inserire questa deviazione per rivedere dopo alcuni anni e mostrare pure a voi che leggete un luogo a me caro...
Eccolo! vi dice niente? Avevo una gran voglia di ritornare in questa curva e guardare di nuovo tutto quello che gli sta attorno. Qualcuno potrà dire che è solo un tratto di strada per me rappresenta un modo alternativo di mettere il naso fuori casa.
Torno indietro di poche centinaia di metri per poi svoltare a destra nell'unica stradina presente dal Passo della Spugna a venire oltre. Entro nel Parco Faunistico di Ranco Spinoso, d'adesso inizio a seguire i segnali bianchi e rossi del sentiero 5 che da Sestino porta fin sull'Alpe della Luna.
Anche da questo angolo di Toscana il Monte Nerone è ben visibile.
Il parco non è fruibile al pubblico fino al 25 aprile ma lo si può attraversare grazie al sentiero 5. L'area è costituita da grandissimi recinti zeppi di ungulati, camminando ne ho visti parecchi, tutti molto sfuggenti, fino a quando in lontananza non trovo alcuni esemplari che si rilassano ai margini di una radura.
Dietro i recinti trovo la neve e impresse su di essa una miriade di impronte, purtroppo non le ho fotografate, avrei voluto mostrarvele perchè secondo me potevano essere di lupo. A pensarci bene il parco faunistico per dei lupi non è altro che una dispensa sotto chiave.
Poco oltre Ranco Spinoso si apre in tutta la sua bellezza il panorama verso nord-est: ai miei piedi i borghi e le campagne toscane sopra, sullo sfondo, i Sassi di Simone Simoncello e il Monte Carpegna divisi tra Marche e Romagna.
Continuo il mio cammino nella più completa solitudine, sento abbaiare, le case abitate sono lontane eppure sento abbaiare... la cosa mi inquieta. In questo "attimo paranoico" vedo, in cima ad una cresta boscosa, quello che con ogni probabilità è il punto finale della mia prima tappa: l'Oratorio della Colubraia.
Intanto per puro caso scovo Casa Serra di Battiroli, un bivacco sempre aperto nuovo di zecca. Nelle carte a mia disposizione l'edificio era considerato abbandonato.
Entro, l'interno è un'unica grande camerata, mentre cammino batuffoli di polvere ondeggiano attorno ai miei scarponi. L'edificio è stato ristrutturato da poco, si trovano brandine, tavoli, una stufa e persino un bagno.
Il bivacco è fantastico ma decido di continuare, ho il problema della legna, nell'edificio ho visto solo due ciocchi; la sera si preannuncia fredda e fuori a causa delle intense precipitazioni è tutto bagnato. Inoltre voglio raggiungere il luogo che mi ero prefissato alla partenza ed allontanarmi dalle numerose impronte che da Ranco Spinoso arrivano oltre la Serra di Battiroli.
La carrareccia che sto seguendo raggiunge una cresta, qui il tracciato 5 si biforca. Io imbocco il sentiero che conduce al Monte Maggiore, nell'Alpe e passa sulle cime che sovrastano l'Oratorio. Il panorama spazia di nuovo in direzione sud-est e nuovamente il Nerone la fa da padrone: è stato un punto costante di questa giornata.
Ormai ho raggiunto la cima del Monte Bello, mi trovo oltre i mille metri e l'ambiente è insolitamente invernale.
Continuo a camminare verso sud, devo aver lasciato anche il sentiero 5 anche se non me ne sono accorto, ormai l'Oratorio è vicino.
Finalmente torno a rivedere l'Alpe della Luna.
Le cime principali, il Monte Maggiore a sinistra ed il Monte dei Frati a destra... mentre scatto questa foto penso che se non avesse nevicato a Pasqua ora sarei lassù.
Dopo questa riflessione che mi ha fatto tornare un po l'amaro in bocca riprendo il cammino ed ecco apparire l'Oratorio della Colubraia. Finalmete! iniziavo ad essere un po stanchino.

Vedi anche
GIRO DELL'ALTA VAL METAURO - II° PARTE
GIRO DELL'ALTA VAL METAURO - III° PARTE